martedì 27 novembre 2018

Premio Internazionale di Poesia Isabella Morra, il mio mal superbo IX edizione


La Casa della Poesia di Monza annuncia la IX edizione del Premio Internazionale di Poesia Isabella Morra, il mio mal superbo. Il premio, fondato da Antonetta Carrabs, presidente de La Casa della Poesia di Monza, nasce per celebrare Isabella Morra, una delle voci più autentiche della poesia italiana del XVI secolo, pioniera della poesia romantica. Il Premio Isabella Morra viene dedicato, ogni anno, ad una poetessa italiana non contemporanea. La scorsa edizione è stato dedicato ad AMELIA ROSSELLI, quest’anno a SIBILLA ALERAMO (1876 – 1960). Poetessa e scrittrice, bella, intelligente, libera da schemi e pregiudizi. Nel 2011 viene dedicato ad ISABELLA MORRA, nel 2012 a GRAZIA DELEDDA, nel 2013 ad ALDA MERINI, nel 2014 a VITTORIA COLONNA, nel 2015 ad ANTONIA POZZI, nel 2016 ad ASSUNTA FINIGUERRA, nel 2017 a GOLIARDA SAPIENZA.

SIBILLA ALERAMO (1876 - 1960)
Figlia di Ambrogio Faccio, professore di scienze, e di Ernesta Cottino, casalinga. Era la maggiore di quattro fratelli. Trascorse l'infanzia a Milano fino all'età di dodici anni, quando interruppe gli studi per il trasferimento della famiglia a Civitanova Marche, dove il marchese Sesto Ciccolini aveva offerto al padre la direzione della propria azienda industriale. Nel 1891, a quindici anni, fu violentata da un impiegato della fabbrica, Ulderico Pierangeli: rimase incinta ma perse il bambino. Nel 1893 fu costretta dalla famiglia a un matrimonio riparatore. Trasferitasi nel 1899 a Milano le fu affidata la direzione del settimanale socialista «L'Italia femminile» fondato da Emilia Mariani. Dal 1901 al 1905 collaborò con la rivista Unione femminile di cui diventò socia nel 1906. I difficili rapporti familiari la convinsero ad abbandonare marito e figlio trasferendosi a Roma nel febbraio del 1902. Si legò a Giovanni Cena, direttore della rivista «Nuova Antologia», alla quale collaborò e iniziò a scrivere il romanzo Una donna, edito nel 1906. Pubblicato sotto lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, è la vicenda della sua stessa vita. Il libro ottenne subito un grande successo e fu presto tradotto in quasi tutti i paesi europei e negli Stati Uniti. Fece parte del comitato promotore della sezione romana dell'Unione femminile nazionale. Terminata la relazione con Cena, condusse una vita piuttosto errabonda. Nel 1913, a Milano, si avvicinò ai Futuristi. A Parigi (1913-1914) conobbe Guillaume Apollinaire e Verhaeren, a Roma Grazia Deledda. Durante la prima guerra mondiale conobbe Dino Campana: lei estremamente mondana e frequentatrice di salotti, lui schivo e appartato. Il rapporto fu quindi estremamente tormentato. Nel 1919 pubblicò Il passaggio e nel 1921 la sua prima raccolta di poesie, Momenti. Nel 1920 è a Napoli, dove scrive Endimione, dedicato a D'Annunzio. Femminista, pacifista, fascista, dopo il 1945 convinta comunista. La scrittura diventa esplicitamente il luogo in cui versare gran parte di sé: il “flusso irrefrenabile di vita” attraverso cui passa la ricerca di identità come costruzione dell’autonomia dell’essere femminile e come “sforzo incessante autocreativo”. Vera profetessa della riscoperta che il femminismo farà del suo singolare percorso di vita e di scrittura, Sibilla così annota nelle ultime pagine del suo Diario: «Io non so se i nomi di cui mi servo per tutte le cose di cui parlo sono i veri. Sono stati creati da altri, tutti i nomi, per sempre. Ma quel che importa non è nominare, è mostrare le cose.»
 
ISABELLA MORRA (1520 - 1546)
ISABELLA MORRA nacque a Favale, l’odierna Valsinni nel 1520. Lontana da corti e salotti letterari, visse sotto la prepotenza dei fratelli e segregata nel proprio castello, dove si occupò della sua produzione letteraria. La sua breve vita, contrassegnata da isolamento e tristezza, si concluse nel 1546 con il suo assassinio da parte degli stessi fratelli a causa di una presunta relazione clandestina con il barone Diego Sandoval de Castro, che subì la medesima sorte. Sconosciuta in vita, Isabella Morra acquistò una certa fama dopo la morte, grazie agli studi di Benedetto Croce, e divenne nota per la sua tragica biografia ma anche per la sua poetica, tanto da essere considerata una delle voci più autentiche della poesia italiana del XVI secolo, nonché una pioniera della poesia romantica. Non si conoscevano notizie documentate inerenti alla sua vita fino a quando Marcantonio, figlio del fratello minore Camillo, non pubblicò una biografia della famiglia Morra dal titolo Familiae nobilissimae de Morra historia, nel 1629.

 

 

 

 

 

I fieri assalti di crudel Fortuna
scrivo, piangendo la mia verde etate,
me che ‘n si vili ed orride contrate
spendo il mio tempo senza loda alcuna.
Degno il sepolcro, se fu vil la cuna,
vo procacciando con le Muse amate,
e spero ritrovar qualche pietate
malgrado de la cieca aspra importuna;
e, col favor de le sacrate Dive,
se non col corpo, almen con l’alma sciolta,
esser in pregio a più felici rive.
Questa spoglia, dove or mi trovo involta,
forse tale alto re nel mondo vive,
che ‘n saldi marmi la terrà sepolta.
Isabella Morra

La giuria della IX edizione
GUIDO OLDANI presidente di giuria














DONATELLA BISUTTI poeta, scrittrice, critica letteraria














MASSIMO MORASSO poeta, scrittore, critico letterario












ANDREA GALGANO poeta, scrittore, critico letterario













ANTONETTA CARRABS poeta, scrittrice, drammaturga














ELISABETTA MOTTA critica letteraria, scrittrice













IRIDE ENZA FUNARI poeta, scrittrice



















GIANNA PARRI Presidente premio letterario Brianza












I testi vanno inviati a premiomorra@gmail.com. Termine ultimo di consegna 30 aprile 2019. REGOLAMENTO
Il Premio per poesia inedita, a tema libero, si articola in tre sezioni:
Sezione 1 Adulti (dai 20 anni di età)
Sezione 2 Detenuti (senza limite di età)
Sezione 3 Studenti (dai 13 ai 19 anni)
Si concorre inviando un massimo di tre poesie inedite in lingua italiana. Ciascun testo non dovrà avere una lunghezza superiore a 50 versi. Nell’invio dei testi occorre specificare il titolo della silloge, in assenza di esso occorre specificare i titoli dei singoli componimenti. Termine ultimo di consegna 30 aprile 2019. La partecipazione al premio implica la totale accettazione del regolamento. Gli elaborati non verranno restituiti. La partecipazione al premio non dà diritto ad alcun rimborso spese, né a compensi per diritti d’autore relativi a qualsiasi pubblicazione. Il non rispetto di una qualsiasi delle indicazioni contenute nel regolamento comporta l’esclusione degli elaborati inviati. Per la privacy i dati personali dei concorrenti saranno tutelati a norma della legge 196/2003
QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Per la sola sezione 1-Adulti la partecipazione è subordinata al pagamento di una quota di 15.00 euro. Il versamento va effettuato tramite bonifico bancario, specificando il nome dell’autore e intestando a La Casa della Poesia di Monza- Premio Morra 2019 - Banca Prossima piazza Paolo Ferrari 10-Milano IBAN IT63 G033 5901 6001 0000 0139 920 oppure accedendo a Paypal trasferimento denaro a luigi@lacasadellapoesiadimonza.it. Per la sezione 2-Detenuti e la sezione 3- Studenti la partecipazione è senza alcun onere.
MODALITA’ DI INVIO
I testi vanno inviati in un unico documento formato word a: premiomorra@gmail.com Nella mail di accompagnamento va specificato il seguente oggetto: Premio Letterario Isabella Morra 2019 e va allegata la scheda di partecipazione debitamente compilata. Per la sezione 1 Adulti occorre allegare anche la fotocopia del versamento effettuato.
FAX SIMILE SCHEDA DI PARTECIPAZIONE
Con la presente, il/la sottoscritto/a nome cognome - nato/a in data - residente a CAP Via/Piazza n.tel e-mail, intende partecipare alla /alle seguenti sezioni del Premio: Poesia inedita sez.1 Adulti o Poesia inedita sez. 3 Studenti. Il sottoscritto dichiara, sotto la propria responsabilità, di aver preso visione del regolamento e di accettarne ogni sua regola; che gli eventuali inediti presentati al premio non sono mai stati precedentemente pubblicati in forma cartacea o in e-book e sono frutto esclusivo della propria creatività; di aver provveduto al pagamento della quota di partecipazione se prevista dal regolamento. Data   Firma
PREMI
Sezione 1 - Adulti
Primo classificato: premio in denaro di 200,00 euro, medaglia luna rossa, antico simbolo della città di Monza e attestato di merito.
Secondo e terzo classificato: medaglia luna rossa, antico simbolo della città di Monza e attestato di merito.
Sezione 2 - detenuti
Ai primi tre classificati targa e attestato di merito.
Sezione 3 - Studenti
Primo classificato: viaggio per due persone in una capitale europea, targa e attestato di merito. Secondo e terzo classificato: targa e attestato di merito e pubblicazione sulla Villa Reale di Monza
I risultati saranno pubblicati sul sito www.lacasadellapoesiadimonza.it. La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 31 maggio 2019 ore 17,00 REGGIA di Monza viale Brianza 2.

giovedì 22 novembre 2018

Uma Thurman e Ethan Hawke


Erano bellissimi, innamorati e invidiati, una delle coppie d'oro della Hollywood degli anni '90. Lui è Ethan Hawke, discendente diretto dello scrittore Tennessee Williams, attore, regista, scrittore; lei è Uma Thurman, la musa ribelle di Tarantino, attrice e modella statunitense. Uma incontra Ethan dopo la fine del suo matrimonio con Gary Oldman. Si innamorano, ma la loro favola non è destinata a durare a lungo. La sfavillante carriera di attrice di lei e la nuova passione letteraria di lui, li allontanano e creano delle crepe che via, via si fanno sempre più profonde fino alla separazione avvenuta alla fine del 2002. Chiunque dia suggerimenti concreti sul matrimonio, va verso il divorziodichiarerà Ethan alla stampa- il matrimonio riguarda il modo in cui balli insieme, ma in molti rimangono delusi dal non avere una relazione felice e solida che ne fanno il punto centrale della loro vita. Così soffrono per la maggior parte del tempo».

Hawke affermerà che il suo matrimonio con la Thurman iniziò a vacillare dopo aver ottenuto una nomination agli Oscar per il film Training Day del 2001. Le tensioni in famiglia avranno un effetto negativo anche sulla sua vita professionale. Nonostante sia stato candidato a un Oscar per ben quattro volte in passato, Hawke ha affermato più volte di aver accettato ruoli cinematografici esclusivamente per pagare gli alimenti: pago gli alimenti con la recitazione. Pago l'assicurazione sanitaria dei miei figli con la mia recitazione. Pago le tasse di tutti con la mia recitazione. Sto aiutando varie associazioni di beneficenza con il mio lavoro. A chi gli chiede di raccontare l’amore Hawke risponde che la cosa più romantica che avesse mai fatto con una donna era: fare sesso, altro che lume di candela. Quello che più conta per l’attore sembra essere la reale connessione con una persona.
Uma Thurman e Ethan Hawke hanno avuto entrambi partner fissi e storie longeve. Dalla loro unione, durata sei anni prima del divorzio, sono nate due figlie: Maya di 16 anni e Levon di 12. L'attrice ha poi avuto un'altra relazione con il magnate Arpad "Arki”Busson, con il quale ha condiviso anche la sua primogenita Rosalind, di soli 22 mesi. L’intesa lunga quasi venticinque anni, con il regista Tarantino avviene sin dalla loro prima collaborazione per Pulp Fiction nel 1994. Uma sembrava però non avergli mai perdonato il suo terribile incidente sul set di Kill Bill che le causò un grosso trauma: il regista le intimò di salire a bordo di un’auto a una velocità folle su una strada sterrata. Ma è notizia di questi ultimi mesi del  coinvolgimento di Maya, la figlia di Uma avuta da  Ethan, nel cast di Once Upon a Time in Hollywood, il nuovo film di Tarantino in uscita il 9 agosto 2019

domenica 11 novembre 2018

Il cuore al centro




 
Ti vedo
negli occhi dei fiori
nel profumo della ginestra che ansima sul fogliame
in fondo al bosco di Finale
lungo le mie malinconie piene di pensieri.
 
Ti vedo
nel sole che si leva per lasciare il posto alla pioggia
al suono del rombo di un tuono che mi regala l’odore intenso di terra
fra il sapore fresco e asprigno dell’uva.
 
Mi siedo qui per ore
tra i tronchi degli alberi che s’innalzano
e guardo il cielo, in silenzio
per veder fiorire gli astri
 
più in là lo sciabordio dell’acqua è già al suo culmine
nell’attesa risveglia le voci delicate di natura
e i suoi giochi di colore
 
la foglia appassita si torce sul suo ramo
e il mio cuore si apre ad accogliere la caduta silenziosa di una rosa
che si disfa nell’aria dei fiordalisi
tra il verde azzurro delle acacie e le spire del mio grosso glicine.
 
Per un breve istante
il mondo mi appare perfetto
nel giorno che imbrunisce sulla montagna vicina
poi tutto si interrompe
nel vociferare concitato di qualcuno che passa.
 
Non startene nascosto nella tua torre
il roveto è in fiamme nel silenzio di quest’alveo
in ogni mia molecola di senso
 
e il cuore resta al centro
si spinge fin sotto le tue mura, con le sue maree.
 
A. Carrabs inedito novembre 2018



martedì 6 novembre 2018

FEDERICO FELLINI e GIULIETTA MASINA


La musa ispiratrice per Federico Fellini è stata, senza ombra di dubbio, Giulia Anna Masina, poi Giulietta. Oltre che sua compagnia di vita, la Masina ha rappresentato per lui la spiritualità e gli ha dato tutto quello che una compagna può offrire al suo uomo. E’ noto che lui amasse le donne. Le sue amanti erano giunoniche, elevate ad eroine, di una sensualità onirica e godereccia, oltre che terrena e a tratti divina. Donne carnali, dalle forme avvolgenti: per il regista erano «casa, terra, madre». Ricordiamo fra tutte la farmacista Anna Giovannini detta la “Paciocca”, la signora di via Lima, la compagna de facto che lo salvò dalla depressione e che fu per Federico quasi una moglie parallela, al suo fianco per 36 anni. Anna conobbe Fellini a Roma “allora facevo la farmacista. Era una bella mattina di maggio, io avevo un vestito rosso scollato senza maniche. Lui fece di tutto per conoscermi, mi seguì anche all’ uscita del bar. Alla fine cedetti, mi lasciai accompagnare. Aveva certi slanci da essere irresistibile”.
Poi c’era lei Sandra Milo, la sua Sandrocchia, così come preferiva chiamarla per via del croccante, con la quale ebbe una relazione che durò quasi 17 anni. A seguire l’indimenticabile Anita Eckberg de La dolce vita. In verità era stato attirato non tanto dalla mia anima, che avevo e che ho, ma dal mio seno - dichiarò l’attrice- nel suo carattere impossibile risiedeva la sua grandezza, non era certo un tipo ordinario. Era invidioso dei suoi colleghi registi. Ricordo che aveva parole sprezzanti per Rossellini, Antonioni. Di Luchino Visconti una volta si lasciò sfuggire un giudizio irripetibile. Tutti sanno che era fissato con maghi e veggenti, come una donnetta. Si affidava alla divinazione di sensitivi, figuriamoci… e per me, che sono sempre stata con i piedi piantati a terra, era francamente insopportabile». Con la scrittrice femminista Germaine Greer ebbe un amore breve, ma intenso e alquanto movimentato.  «Voleva darmi un ruolo in Casanova e siamo finiti a letto insieme, l’amore per lui era mera ginnastica» dichiarò poi la Greer.
 
Sul set Fellini riusciva ad ammaliare troupe che erano degli eserciti, ottenendo il silenzio assoluto. Non era un dittatore, ma esercitava autorevolezza.Quando incontra Giulietta Federico ha 22 anni, lei 21. S’incontrano per destino tra i corridoi della Rai,   per Federico il classico colpo di fulmine. A Giulia invece Federico non piace tanto: «Sembra un fachiro, somiglia a Gandhi. È tutt’occhi, occhi profondi, inquieti, indagatori» dirà di lui, mentre Fellini ebbe per lei delle parole deliziose: «È un peperino piccolo piccolo, mi piace tanto, mi fa tanto ridere». Nel giro di pochi mesi i due diventarono inseparabili. Il 30 ottobre del 1943 si sposarono e da allora Giulietta lo accompagnerà quasi sempre nel cast: lei, la sua piccola compagna, sarà l’ispirazione costante della sua fantasia. Lui schivo e di poche parole, lei costantemente entusiasta della vita. Questa loro diversità non impedì di continuare a rimanere insieme sino alla fine «Giulietta mi è parsa subito una misteriosa persona che richiamava una mia nostalgia di innocenza. Vi è una parte di incantesimi, magie, visioni, trasparenze la cui chiave è Giulietta. Mi prende per mano e mi porta in zone dove da solo non sarei mai arrivato. Il nostro primo incontro io non me lo ricordo, perché in realtà io sono nato il giorno in cui ho visto Giulietta per la prima volta. Giulietta rimane la musa che ha ispirato i suoi capolavori e a cui, davanti a una platea in standing ovation che lo applaude, da vero marito devoto le dedicherà l’Oscar alla carriera nel 1993. Dal palco le sorride e le urla: «Giulietta please stop crying!».