giovedì 20 aprile 2017



Siamo linee leggere, arabesche

Un io fatto centro e fine insieme dell'universo. La coscienza dei quali, fra tanti che hanno avuto una vita, un peso, un significato, una luce e siano stati guida e maestri per coloro che hanno avuto modo di percepirli dopo la morte, di ascoltarli dopo la morte, di cercarli dopo la morte. Si scoprono meraviglie e profondità umanissime in forme nuove e con cuore e con occhi nuovi.

Le storie sono dramma o contemplazione, moto o immobilità; sono messaggi, sentimenti universali al di fuori del tempo, del dramma profondo dell'umanità. Sono paesaggi, ambienti, vesti, cose. A noi, cosiddetti illuminati, bastano accenni. Si presentano, a volte, come statue e con un senso di potenza contenuta; angeli e santi con la loro umanità calma e sospesa. L'abbraccio, il pianto il compianto, il nostro isolamento è qualcosa di eterno, di comune e di eccezionale insieme. Siamo linee leggere ondulate, arabesche, creature astratte e chiuse in ciascuna di esse; siamo lontananze, sogni narrazioni e a volte anche fiabe. Siamo tutto un fermento, una ricerca, una passione. Siamo proiettati in un'epoca altra e la sua meravigliosa fioritura di Rinascimento.
A.C.