venerdì 20 gennaio 2017

VERSI DIVERSI rubrica di poesia di Antonetta Carrabs su ORA




Da gennaio il Magazine ORA ospita la Rubrica di Poesia VERSI DIVERSI da me curata. Cercherò di dare voce ai tanti poeti che potranno così arrivare al grande pubblico. Le poesie più significative saranno pubblicate su ORA che, al momento, ha una ditribuzione di 100.000 copie su tutto il territorio nazionale, e sul sito della Casa della Poesia di Monza. Eugenio Montale nel discorso tenuto all’Accademia di Svezia nel 1975, in occasione del conferimento del Premio Nobel, disse: sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. La poesia è un grido d’amore generalizzato per la vita, non ha tempo. E’ un canto corale, è la sorgente di ogni musica. La poesia ci mette davanti all’esistenza del mistero, davanti al significato profondo della realtà, dando un senso al continuo intrecciarsi incomprensibile della vita e della morte. La poesia è la parte magica di noi. Non è lì per acquietarci, non è un’evasione o un sogno. La poesia ci vuole consapevoli. Più consapevoli. E’ qualcosa che ci stimola, che ci dice che non dobbiamo fermarci alla superficialità delle cose. Quante persone oggi cercano vanamente surrogati di una felicità irraggiungibile? Quanti vivono in modo disarmonico, pericolosamente dissociati da quei ritmi profondi ed eterni che dovrebbero scandire la vita dell’uomo? La poesia può salvarci la vita, va affermando da tempo la poetessa Donatella Bisutti. Ha il compito di condurci verso quel centro dove possiamo trovare il cordone ombelicale che ci unisce all’universo, in cui la parola diventa significato ed emozione, gioia e dolore, pensiero e sentimento, intelletto ma anche cuore. E il cuore vive di misteriose corrispondenze. In quel centro la nostra anima si congiunge all’anima del mondo. Ed è il linguaggio “magico” della Poesia l’unico capace di coniugare la nostra mente raziocinante con il nostro inconscio profondo. Ma allora, è proprio vero che la poesia può salvarci la vita? Per il poeta si, è possibile. La poesia può aiutarci ad arrestare il disperato istinto di fuga che nasce dentro di noi e che spesso è il frutto della separatezza. Leggete la Poesia, scoprirete la chiave per accedere a quel centro interiore dove si fondono, con armonia, le esigenze del nostro corpo con quelle dello spirito, dove il piccolissimo può coniugarsi con l’immenso. Scrivetemi, invuiatemi le vostre poesie:antonetta.carrabs@lacasadellapoesiadimonza.it 

Marilyn la stanza a Norma
Benché nel nome transitasse sin dagli albori il germe
della tragedia, tu non potevi che intera splendere
nella costellazione delle regine che non esiste
in quest’aria dove il canto di Maria trasporta i cieli
e un poeta piange Dio nel baratro di un verso,
ma tu non hai ucciso per amore nessun figlio:
siano esonerate le generazioni dei padri
che consegnarono alla tua immagine il primo seme
dell’adolescenza, in quell’arcaico moto di gratitudine.
Chanel numero cinque il tuo quinto potere, una
goccia in cui tutti avrebbero desiderato vivere
o dormire, circondarsi, farsi grandi, presidenti,
sognatori non vedenti, barbiturici o tamerici.
Benché il cinematografico dio da marciapiede
ti scritturasse frivola e ventilata, tu scrivevi
nei diari invisibili versi tristi come la memoria
sola come il sole nella solitudine dei soli.
Ma tu non sei più nel bronzo decimato d’agosto
né avvolta nella seta sottomessa della fine
ora abiti tra i colori atlantidei di Warhol
e i musei del mare che dal profondo ridono, eccoti.
da “Umana, troppo umana – Poesie per Marilyn Monroe”(A.A.V.V. Ed. Aragno, 2016)


GIANPAOLO G. MASTROPASQUA (novembre, 1979) Psichiatra, Maestro di Musica, clarinettista, si è perfezionato inoltre in Bioetica. Personalità eclettica e “fuori dal coro”, è considerato uno dei più giovani e talentuosi poeti italiani. È nato a Bari, ha vissuto sul colle di Santeramo e, dopo vari periodi di studio trascorsi in Spagna e nel Nord, attualmente ha scelto di vivere a Lecce, dove lavora in qualità di dirigente medico presso l’ASL. Ha dato alle stampe Silenzio con variazioni (2005), Andante dei frammenti perduti (2008), Partita per silenzio e orchestra (2015) e recentemente, in edizione bilingue, Danzas de Amor y Duende per l’Editorial Enkuadres di Valencia. Alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo, inglese, rumeno e greco. La maggior parte della sua produzione, scritta una decina di anni fa, è tuttora inedita.


Restiamo ancora negli Stati Uniti, lungo l’Atlantico che imperla le scaglie/ dei notturni sollevati dalle stelle/ si aspetta sotto il ponte/ il battello composto dalle stagioni. i versi del poeta lucano Andrea Galgano ci conducono sul ponte di Brooklyn, sul Brooklyn Bridge, completato nel 1883 su progetto dell'ingegnere tedesco John Augustus Roebling, il primo ponte costruito in acciaio, per lungo tempo definito il ponte sospeso più grande al mondo. Ed è nel braccio di mare interno alla città di New York dove si infiltra la intatta bellezza degli archi,/intaglia il moto delle rade dell’East River/come scroscio di candore curvato che la poesia tocca le più alte vette.

Brooklyn Bridge
Il paradiso della inaccessa luce
attraversa le torme di acqua incantata
che disanellano l’acciaio delle travate
quale arcadia di alba
ondeggia sul fiammeo tempo
del giorno sui moli
il foglio delle panoramiche
svela maestà alla notte
e la baia si affretta sui parapetti
sono venti scoperchiati
e benzina del traffico sui sottopassi,
sole estremo sul ghiaccio relitto
e andatura di ponti che si incrociano
le nostre cartoline sono voci camicie
dove trapela l’altezza delle soglie,
la ricompensa sfumata dei cieli che elogiano
domande e sguardi amanti
quale traffico infuoca le vertigini
l’inverno frastagliato dei piloni
e l’Atlantico che imperla le scaglie
dei notturni sollevati dalle stelle
si aspetta sotto il ponte
il battello composto dalle stagioni,
la stirpe delle torri
sulle magnolie dei graniti
e le sfere degli idiomi come stanze umane
la donna scialbata in grigio compatta l’Eterno
dove passano gli occhi sulle recisioni
di blu implacato.
Si infiltra la intatta bellezza degli archi,
intaglia il moto delle rade dell’East River
come scroscio di candore curvato.
Downtown (Aracne, 2015, tavole di Irene Battaglini, prefazione di Giuseppe Panella)

Andrea Galgano (1981), poeta, scrittore e critico letterario, è nato e cresciuto a Potenza. Collabora con il periodico on-line Città del Monte, per il quale è editorialista e curatore di poesia e letteratura. È docente di letteratura presso la Scuola di Psicoterapia Erich Fromm di Prato e fondatore e direttore responsabile di «Frontiera_di_pagine_ magazine_on_line», coordina il progetto di ricerca sul senso religioso in Giacomo Leopardi per International Foundation Erich Fromm e lo sviluppo dei processi di formazione letteraria nelle professioni intellettuali per la Scuola di Psicoterapia Erich Fromm. Ha scritto i libri di poesie Argini (Lepisma editrice, prefazione di Davide Rondoni) e Downtown (Aracne, 2015, tavole di Irene Battaglini, prefazione di Giuseppe Panella) ed è membro del comitato scientifico della collana “L’immaginale” per Aracne editrice, Roma, per la quale ha pubblicato i saggi Mosaico (2013) e Di là delle siepi. Leopardi e Pascoli tra memoria e nido (2014), e con Irene Battaglini il volume Frontiera di Pagine (2013) che raccoglie saggi e interventi di arte, poesia e letteratura, e il catalogo Radici di fiume (Polo Psicodinamiche, 2013), un intenso percorso simbiotico di arte e poesia.

Tullio De Mauro e Zygmunt Bauman

Il nuovo anno ci accoglie impreparati alla notizia della scomparsa di due grandi uomini che hanno lasciato un’impronta indelebile nel nostro secolo.

Erano intellettuali, pensatori, uomini illuminati.
All’età di 84 anni, il 5 gennaio, muore a Roma il linguista Tullio De Mauro. Docente universitario, già ministro della Pubblica Istruzione e presidente della Fondazione Bellonci. Era nato a Torre Annunziata (Napoli) il 31 marzo 1932. Oscar, suo padre, era un chimico e  apparteneva ad una famiglia di medici e farmacisti, stabilitasi a Foggia, mentre sua madre Clementina Rispoli era un’insegnante di matematica, di famiglia napoletana. Sulla scomparsa di suo fratello Mauro De Mauro, giornalista del quotidiano L’Ora di Palermo, rapito il 16 settembre del 1970, in un’intervista ha affermato: “Di lui mi manca tutto. Nacqui molto tempo dopo i fratelli grandi. Io gli fui quasi affidato. Mi portava in giro per Napoli. Ricordo come fosse ora il suo passo svelto, rapido, lo rincorrevo. Sono sempre stato per lui il fratello piccolo. Elaborare una morte senza una tomba, un luogo, è pressoché impossibile.

Non ho mai smesso di pensare a lui. Mauro stava  lavorando al materiale per il film di Franco Rosi su Mattei, commise un errore frutto della sua ingenuità. Disse a noi familiari e a molti, forse troppi amici, che aveva una notizia bomba, qualcosa di grande, enorme. Fu un clamoroso sbaglio, soprattutto in una città come Palermo. Leonardo Sciascia sintetizzò così: aveva detto le cose giuste alle persone sbagliate. Ma Mauro era un entusiasta. Un carattere molto aperto. Molto... napoletano».
Era convinto che: “l’abuso di male parole da parte dei politici risaliva almeno agli anni novanta”. Spesso si ritrovava a commentare sulle loro pessime abitudini “Il sospetto è che questi fenomeni eccessivi servano a coprire una scarsa capacità di usare le risorse più appropriate della lingua. Le parolacce in Parlamento non sono la causa ma l’effetto di una tendenza generale del Paese. E sulla stampa sono più presenti che nel parlato comune. I giornalisti si compiacciono nell’usarle. La lingua di Dante però è molto più complicata e non si lascia sconvolgere tanto facilmente, neanche dalle cattive abitudini e dalle parolacce dei politici.” Grande ricercatore e intellettuale, De Mauro  è stato soprattutto un grande divulgatore.  

A distanza di una manciata di giorni muore il 9 gennaio anche Zygmunt Bauman. Si  spegne, all'età di 91 anni, circondato dalla sua famiglia, nella città di Leeds, in Inghilterra, dove viveva e insegnava da tempo. Era uno dei più importanti e prolifici sociologi europei del secondo Novecento. Con la sua morte se ne va uno dei massimi intellettuali contemporanei. Noto in tutto il mondo per essere il teorico della postmodernità e della cosiddetta "società liquida". Per Bauman il tessuto della società contemporanea, sociale e politico, era "liquido", inafferrabile, sfuggente.  Il motivo lo attribuiva alla globalizzazione, al consumismo, al crollo delle ideologie che sono diventate la causa dello spaesamento dell'individuo, dei suoi cambiamenti, delle violenze della società contemporanea. Bauman è stato soprattutto un grande osservatore. Un uomo capace di fotografare il mondo come quello che ha descritto sul fenomeno dell’immigrazione con Stranieri alle porte, dove descrive i migranti come bersagli facili su cui scaricare le insicurezze profonde di una politica  fatta di muri che si alzano per paura dell’altro. 

Negli ultimi tempi ha parlato spesso, con ammirazione, di papa Francesco, affermando che dovremmo studiare e applicare la sua analisi per affrontare il problema delle immigrazioni: “Penso che Francesco – ha dichiarato- sia il regalo più prezioso che la Chiesa cristiana abbia offerto al nostro mondo travagliato, perso nelle sue vie, confuso, mancante di una bussola e ormai alla deriva. Ha ridato vigore alla speranza, ormai appassita, di un mondo alternativo e migliore, fatto a misura dei bisogni e dei sogni dell’uomo. Credo sia la sola figura pubblica sulla scena mossa da questo desiderio e in grado di perseguirlo. La sua voce va molto oltre il circolo incestuoso delle élites politiche, raggiunge le masse che i gestori degli altoparlanti non riescono o non si preoccupano di raggiungere, quelle lasciate da sole a trovare una via d’uscita dalla loro incertezza.

martedì 10 gennaio 2017

VIOLEperENZA



VIOLEperENZA 
da un’idea di Antonetta Carrabs edito da LietoColle  
Testi di Antonetta Carrabs  Iride Enza Funari   Alessandra Arcadu  
Campagna internazionale promossa da Zeroconfini Onlus sulla salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle donne. www.zeroconfini.it
                      
Cosa può unire due realtà come La Scuola Delle Arti e l’Associazione Zeroconfini Onlus? Un progetto chiamato VioleperEnza in poco tempo diventato di notevole rilevanza sociale. Corrado Accordino e Alfredo Colina, direttori artistici de La Scuola Delle Arti, scuola di recitazione e polo culturale con attualmente 600 allievi presso il Teatro Binario7, consegnano ad Antonetta Carrabs sette allieve selezionate per leggere ed interpretare sette storie di donne che hanno subito discriminazioni o violenze e che hanno avuto il coraggio di lottare, donne che hanno cercato di migliorare il mondo sacrificando la loro stessa libertà. Queste giovani attrici sono state scelte e apprezzate non solo per le loro capacità interpretative ma anche per quelle emotive. Hanno dimostrato fin dal primo momento un grande entusiasmo nell’abbracciare il progetto e una forte sensibilità nel dare voce a queste donne di straordinaria umanità. È con grande orgoglio che affermiamo che La Scuola Delle Arti cerca di formare artisti ma soprattutto persone che sappiano, attraverso sinergie importanti come VioleperEnza, elevare la loro sensibilità e le loro qualità sociali affinché l’arte e gli artisti siano a servizio dell’individuo che con coraggio e passione esce allo scoperto, parla, reagisce e muove le coscienze. Benvenuta tra noi Zeroconfini, benvenuta Antonetta.
Corrado Accordino e Alfredo Colina


LEA GAROFALO
testimone di giustizia vittima della  ‘ndrangheta (Italia)










 ISOKE AIKPITANYI  
lotta per liberare dalla tratta le ragazze nigeriane (Nigeria)













Iran NAHAL SAHABI
vittima della repressione di stato in Iran (Iran)














MARISELA ORTIZ RIVERA  
lotta contro il  femminicidio a Ciudad Juarez (Messico)













ASSETOU BILLA NONKANE  
si batte contro le mutilazioni genitali (Africa)














NEDA AGHA-SOLTAN
vittima della repressione a Teheran nel 2009 (Iran)












ANNA POLITKOVSKAJA
giornalista Russia ha denunciato i diritti violati del popolo russo e ceceno (Russia)











sabato 7 gennaio 2017

George Michael



Non troverete mai la pace della mente
fino a che non ascolterete il vostro cuore.
(George Michael)


Londra . E’ il 25 di dicembre, è la mattina di Natale e muore George Michael. Le ultime notizie parlano di overdose di eroina.  E’ Fadi Fawaz,  il parrucchiere delle celebrità, a scoprire il corpo senza vita di Michael, lui che da qualche tempo, dicono fosse il suo compagno. E’ lui che ha dato per primo l’allarme, che ha chiamato l’ambulanza e la polizia, poco prima dell’ora di pranzo, dalla villa dell'Oxfordshire, alle porte della capitale, una delle residenze della popstar.

"Dovevamo fare insieme il pranzo di Natale", racconta l'uomo al quotidiano londinese. "Sono andato a casa sua per svegliarlo ma era già spirato, l'ho trovato che giaceva pacificamente a letto. Non sappiamo ancora cosa sia esattamente successo. Recentemente tutto era diventato molto complicato, ma George aspettava con trepidazione il Natale e io anche. Adesso è tutto rovinato. Vorrei che la gente lo ricordasse per quello che era, una persona magnifica".
E forse questa complicazione a cui allude Fadi Fawaz è quella anche scaturita dalla fonte anonima che al Telegraph ha rivelato: "Nell'ultimo anno Michael ha lottato contro una crescente dipendenza dall'eroina. Si è dovuto far ricoverare diverse volte al pronto soccorso per una overdose. È già tanto che abbia resistito fino ad ora". Quindi George Michael sarebbe morto per arresto cardiaco e non per infarto, come riportato in un primo momento da alcuni media e dichiarato dal suo manager Michael Lipmann.


In queste ore le star affidano ai social il loro dolore per la morte di George Michael
Addio amico mio! Un altro grande artista ci lascia –scrive  Madonna su Twitter;  Il mio cuore è spezzato. George è stato un genio musicale e sono grata di averlo conosciuto - dichiara Liza Minelli su Facebook.
Seguono le parole di Elton John: “Sono profondamente scioccato. Ho perso un grande amico, un’anima gentile e generosa, un artista brillante. Il mio pensiero va alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi fan

Arrivato al successo con i Wham,  George Michael diventa uno dei personaggi più popolari del pop degli anni Ottanta, conquistando un’infinità di fan e adolescenti con Careless Whisper e Last Christmas. Nel 1986 inizia la sua avventura da solista: memorabile il duetto con Aretha Franklin del 1990, con il brano Listen without prejudice vol.1;  nel 1990 si consacra fra le pop star più amate.  Le sue esibizioni più leggendarie sono quelle del 1991 e 1992:  allo stadio di Wembley con Elton John e il tributo per Freddy Mercury, con il brano  Somebody to love. Poi il magnifico album  Older che vede la luce nel 1996, dopo un lungo periodo di silenzio. Seguono numerosi successi: dai duetti con Withney Houston, Stevie Wonder e molti altri. Nel 1999 pubblica il bellissimo album di cover Songs from the last century e nel 2004 Patience. Negli ultimi anni diversi singoli, molti concerti, poi due anni fa un ambiziosissimo progetto live, diventato un disco, Symphonica. Ha venduto oltre 100 milioni di album nel mondo, guadagnando numerosi Grammy e American Music Awards. La sua era una vocalità potente ma allo stesso tempo raffinata che gli ha permesso di esibirsi con molti big della musica internazionale. 

Nei testi delle sue canzoni, le frasi più belle che questo poeta, destinato alla musica, ha scritto:Abbracciamoci, tesoro, teniamoci stretti. Andremo a ballare domani sera. Fuori fa freddo, ma a letto c’è caldo. Loro possono ballare, noi invece resteremo a casa. (Wake Me Up Before You Go-Go, Wham!).
Lo scorso Natale ti ho dato il mio cuore, ma proprio il giorno dopo l’hai gettato via. Quest’anno, per salvarmi dal pianto, lo darà a qualcuno di veramente speciale. (Wham!, Last Christmas).
Ne ho abbastanza del pericolo, e della gente per la strada. Sto cercando degli angeli, solo per provare a trovare un po’ di pace. Ora credo sia l’ora, che tu mi faccia sapere. Quindi se mi ami, dimmi che mi ami. Ma se non mi ami, lasciami in pace. (George Michael, One More Try).
Tu sei lontana, io non sarà mai la tua stella. Raccoglierò i pezzi e riparerò il mio cuore, forse sarò abbastanza forte. Non so da dove cominciare, ma non troverò mai la pace della mente, mentre ascolto il mio cuore. (George Michael, Kissing A Fool).