sabato 26 dicembre 2015

Il male antico


Non c’è primavera , né fiore, né gemma.
 
Sopra la linea degli alberi
solo rondini brulicanti che risalgono lungo i rami
intimamente angeli dietro la materia.

 
Recano scritto in volto l’essere o il niente
un’agonia che non ha eco
non lievita in amore
non s’illumina.

 
Tra morte e  immortalità
soffrono l’angoscia
tutte insieme e indistintamente.

Nell’istante della loro crocifissione
il tempo si disorienta nel tempo.
Oh storia umana!
Mostrati, non startene nascosta.
 
 

Le loro voci ci parlano
e quel dolore sanguinoso brucia sulle nostre coscienze.

Ci accompagnano dove il sole muore
nella sua profonda dolienzia

 E’ un’inesauribile vergogna di nomadi e barbari.
 
Il male è antico
s’infuoca dalle origini
e arriva nella notte con un’unica colpa.

Sono solo bambine sbriciolate nel loro candore
alla foce
dove il fiume non è più fiume.

 
Piccoli alvei senza più corrente
defluviati e smarriti nelle anse
con le acque recise, avidamente ingoiate.

 
Ma la pioggia verrà
verrà in quei piccoli stagni
e l’onda le riprenderà con sé.
 

Si rialzeranno  dalla caduta e dallo squarcio
e saranno spere di opacità e di luce.

La primavera sarà già nell’aria
con la sua verdissima tormenta
e noi tutti forse, saremo più umani nel più concavo del nome
uniti
nel difendere ogni sussulto
ogni impercettibile battito d’ala
di ogni piccolo nuovo nido che non muore.


mercoledì 16 dicembre 2015

Letizia


 
 
 
Oh, alta letizia!

Fu prato di fior al sonar di quella circulata melodia.

 

Fu l’onda sì lucida e sì tonda

che in qualunque mare s’abbandona

tanto che in ogni cerchio, infino al più remoto

fore ne uscìa un raggio di lume a forma di lumera

che tutto il mondo ognor ne gola di saper novella.

                                                            

                                              Antonetta Carrabs